lunedì 22 settembre 2008

RISPOSTA A TUTTI

Non volevo offendere il senso patriottico di nessuno, è però innegabile che ci sono certe realtà storiche e culturali che mal digeriscono l'appartenenza all'Italia, la Sardegna è una di quelle realtà, per ragioni diverse dalle regioni della pianura padana, ma io sono abituata a sentire discorsi nazionalistici sulla Sardegna, la cosa mi fa sorridere in genere, ma l'iniziativa del signor Meloni mi piace.
L'isola di Malu Entu è stata comprata da un tizio come si compra un'armadio, e a me l'idea non piace per niente, Meloni vuole impossessarsi dell'isola per restituirla a noi sardi e di conseguenza all'Italia. HA più volte rimarcato l'idea dell'eolico e del fotovoltaico perchè per troppi anni si è inquinata la terra senza che ce ne fosse bisogno abbiamo come minimo 320 giorni di sole all'anno, e il vento soffia sempre, abbiamo una terra buonissima che se coltivata con rispetto produce prodotti di ottima qualità esportati all'estero, e invece ecco cosa hanno fatto alla nostra terra:

Non c'è soltanto l'effetto serra Dal cromo al benzene tutti i veleni sparsi dalla Saras
di Carlo Manca
Non c'è solo il biossido di carbonio (CO2), responsabile del famigerato effetto serra. Le emissioni del complesso Saras a Sarroch - finito recentemente sotto il riflettore dei media appunto per i dati sull'anidride carbonica - comprendono tutta una serie di nomi che ai più non dicono nulla, ma che gli esperti conosco fin troppo bene. Si va dal monossido di carbonio agli ossidi di zolfo, dal cromo con i suoi composti agli ossidi di azoto, fino al più noto PM10, le piccolissime polveri sottili prodotte dalla combustione e responsabili di patologie dell'apparato respiratorio e cardio-circolatorio.
I dati sono quelli raccolti dall'Eper, il registro europeo delle emissioni. Dati autocertificati: i controlli sulle emissioni sono infatti a carico prima di tutto degli stessi impianti; l'azione degli enti pubblici competenti arriva dopo, è in poche parole un controllo degli autocontrolli. C'è poi da notare che il registro europeo rileva 50 sostanze inquinanti, a patto che superino una soglia limite stabilita. Implicitamente, la presenza nel registro significa che questo limite è già stato superato, in caso contrario non ce ne sarebbe traccia.
Un po' di numeri. Nell'ultimo rilevamento del 2004, la raffineria Saras occupa il secondo posto (su 80 stabilimenti censiti in Italia) per emissione nell'atmosfera di cromo e composti di cromo (2 tonnellate all'anno). Per quanto riguarda il PM10, su 31 stabilimenti censiti, è al terzo posto per quantità di emissioni annue con 275 tonnellate (al secondo posto c'è un'altra vecchia conoscenza dei sardi, lo stabilimento Alcoa di Portovesme).

CROMO:Il cromo (VI) è noto causare vari effetti sulla salute. Quando e' un composto di prodotti di cuoio, può causare reazioni allergiche, quale chiazze cutanee. A seguito di inalazione può causare irritazione e sanguinamento del naso.Altri problemi di salute che sono causati da cromo (VI) sono:- Eruzioni cutanee- Problemi di stomaco e ulcera- Problemi respiratori- Indebolimento del sistema immunitario- Danni a fegato e polmoni- Alterazione del materiale genetico- Cancro ai polmoni - Morte
I rischi per la salute associati a esposizione a cromo dipendono dal suo stato di ossidazione. La forma metallica (il cromo come esiste in questo prodotto) ha una bassa tossicità. La forma esavalente è tossica. Gli effetti negativi della forma esavalente sulla pelle possono includere le ulcere, dermatiti, e reazioni cutanee allergiche. L'inalazione di composti di cromo esavalente può provocare ulcerazione e perforazione delle membrane mucose del setto nasale, irritazione di faringe e laringe, bronchiti asmatiche, broncospasmsi ed edema. I sintomi respiratori possono includere tosse e asma, respiro breve, e prurito nasale.
Cengerogenicita': il cromo e la maggior parte dei composti del cromo trivalente sono stati elencati dal programma nazionale di tossicologia (NTP) come aventi insufficenti prove di carcinogenicità negli animali da laboratorio. Secondo il NTP, esiste un'evidenza sufficiente di carcinogenicità per gli animali da laboratorio per i seguenti composti esavalenti del bicromato di potassio; cromato di
calcio, triossido di cromo, cromato di piombo, cromato di stronzio, e cromato di zinco. L'ente internazionale per ricerca sul cancro (IARC) ha classificato il cromo metallico ed i relativi composti trivalenti all'interno del gruppo 3 (l'agente non è classificabile quanto alla relativa carcinogenicità per gli esseri umani.) Il cromo non è regolato come agente cancerogeno dall'OSHA (29 CFR Subpart 1910 Z). L'ACGIH ha classificato il bicromato di potassio metallico ed i suoi composti trivalenti come A4, non classificabili come agente cancerogeno umano.
Su 20 persone che vanno in pensione dopo aver lavorato alla Saras per molti anni 8 muoiono di cancro nei 5 anni sucessivi alla pensione, i 2 superstiti non hanno vita lunga, I BAMBINI A SARROCH NASCONO CON LA LEUCEMIA. Le petroliere che passano ogni giorno davanti al mare di Cagliari per non pagare i 300 € che la Saras richiede per il lavaggio delle cistgerne vuote: LAVANO LE CISTERNE IN MARE... E NESSUNO FA NIENTE.

Sentite cosa succede a Portoscuso:

Il paese in cui ì piò alto il tasso di inquinamento da anidride solforosa, e non solo
Il silenzio colpevole sulle morti a Portoscuso
di Giorgio Todde
L a vita è un’approssimazione, sempre, ma
da certe parti lo è di più. A Portoscuso la
vita è approssimata, più che altrove. Là si
forza il caso, si consegna una pistola in mano
ad un innocente e lo si lascia giocare con il destino.
Poi, ogni tanto, parte una pallottola.
I fatti sono di una crudele semplicità. Nell’aria,
intorno a Portoscuso, c’è un’enorme concentrazione
di una sostanza tossica che si chiama Anidride
Solforosa. Si sa cosa provoca. Si sa che è
concentrata nell’aria di Portoscuso in percentuali
di 16-31 microgrammi per metrocubo. Nelle
città italiane, per intenderci, la concentrazione
è inferiore a 9 microgrammi per metrocubo.
E altre sostanze avvelenate, polveri sottili, sono
sospese nell’aria da quelle parti ma nessuno
le misura.
Si sa che negli ultimi vent’anni c’è stato un aumento
delle morti per tumore del polmone in
una percentuale molto più alta della media regionale
(fino al 24% in più). E si sa pure che le
altre malattie del polmone, quelle non tumorali,
superano la media dell’isola perfino del 30%.
Insomma, Portoscuso è un luogo di disperazione
e di dolore. E in medicina è noto che il solo
dubbio, quando è fondato, è sufficiente per
provvedere di conseguenza. Ma oggi non è più
solo un dubbio, oggi è certo che da quelle parti
si muore di più. Però la ragionevole certezza
che là si muoia di più per la presenza di sostanze
avvelenate non ha creato conseguenze. Solo
silenzio come in un campo di battaglia dopo la
battaglia. Il primo fine di chi amministra dovrebbe
essere quello di proteggere la salute dei
suoi amministrati. E’ un elementare principio
che regola le società civili. Ma evidentemente
dalle nostre parti non siamo abbastanza civili.
La Confindustria isolana è ricoperta da una
nube densa che attutisce suoni e lamenti però
non può cancellare la forza dei numeri onesti.
Servivano le industrie, ci voleva il lavoro, dicono.
Si è ottenuta un’occupazione incerta, un’intera
vita di lavoro che andava e veniva. E insieme
al lavoro ci si è assicurato il rischio elevato
di ammalarsi sino alla morte.
Il paesaggio non è solo quello che si vede ma
è anche quello che si respira. E il respiro, che è
un segnale di vita come il battito del cuore, a
Portoscuso è un’azione pericolosa. E’ pericoloso
respirare, alle volte mortale.
Questi sono i fatti riferiti dall’Osservatorio
epidemiologico della nostra isola. E’ tutto nei
numeri: una maggior frequenza di malattie tumorali
e non tumorali del polmone. Si muore
in silenzio, però. Accompagnati da un coro di
muti.
Beh, di qualcuno sarà la colpa se a Portoscuso
ci si ammala e si muore più che da altre parti
di queste malattie. Ci saranno responsabilità.
E ci sarà qualcosa da fare.
E di qualcuno sarà la colpa se davanti a percentuali
raccapriccianti, anzichº una rivoluzione,
anzichº manifestazioni di protesta, anzichº
la denuncia dei giornali e delle televisioni, anzich
º lo sdegno dei sindaci si è registrata per decenni
solo una messa in scena di muti immobili
che non facevano neppure gesti di protesta.
Un silenzio che mette angoscia perchº è una
specie di ammissione, una resa e, alle volte, un-
’ammissione di complicità. Sì, le cose stanno così,
dice qualcuno... ci si ammala di più, è vero...
però questo è lo sviluppo e qualcosa bisogna pagare
allo sviluppo. Si paga con dei morti e le
statistiche, per la morale sviluppista, servono
a questo: a definire quanti morti costa una fabbrica.
L’importante è che sia un numero sopportabile
e che la disgrazia di ammalarsi non
tocchi a lui, allo sviluppista il quale accetta e
magari teorizza una tassa letale da pagare all’orrore
che lui chiama crescita. Questo è il significato
del silenzio feroce su Portoscuso.
Poche armi sono efficaci contro il mutismo.
Tanto, poi, i numeri vengono dimenticati, i
morti vengono ricordati da pochissimi, tutto cade
nella dimenticanza perchº il silenzio porta
l’oblio.
Eppure respirare è una delle nostre funzioni
più alte e nobili. Il respiro segna l’inizio della
nostra vita, l’ostetrica ci sculaccia, appena venuti
al mondo, per farci respirare, piangere e
respirare. E col nostro primo respiro inizia tutto.
Respirare è un’azione vitale che, però, a Portoscuso
è pericolosa e là il respiro bisognerebbe
trattenerlo, sospenderlo per sempre perchº
avvicina alla morte.
Se chi rappresenta le industrie, anche quelle
che intossicano, tace davanti alla morte da inquinamento,
allora opera una scelta morale
che non riguarda sº stesso ma che decide sulla
salute e la vita di altri. La scelta è, appunto: meglio
zitti, tanto la gente dimentica, e dimenticherà
anche tutti questi morti. Non resterà
traccia di nulla. Conviene ragionare su tutto
questo finchº resterà un poco di respiro, se ne
resta.
Prima ancora di salvare le nostre coste, gli
stagni, i boschi, gli avvoltoi e falchi, c’è da salvare
noi stessi in quest’isola nella quale il silenzio
può essere mortale perchº non è il silenzio
della modestia ma è quello degli ignavi i quali
inseguono uno stendardo senza insegne che
rappresenta il nulla. Il nostro corpo è affidato a
Dio oppure — per chi non crede — è nelle mani
del fato. Mai può essere messo nelle mani di
chi produce, insieme a qualche traballante posto
di lavoro, veleni mortali e gira la faccia da
un’altra parte per non vedere i suoi conterranei
andarsene all’altro mondo.


Portoscuso e nell'area a sud ovest della Sardegna, prima che venisse fatta la fabbrica si faceva un vino che veniva esportato, considerato uno dei migliori della sardegna... ora i vigneti sono tutti morti...e non sono gli unici



Non parlo dell'area di Ottana perchè se no questo post diventa un romanzo.. un brutto romanzo, e non parlo neanche delle miniere di carbone dell'Iglesiente... perchè se no il romanzo diventa enciclopedia...non parliamo poi di TEULADA di Capo caccia ad Alghero , di Quirra... perchè occupo internet...
Giorgio Todde è uno scrittore affermato, parlerò di lui in seguito. Spero che riuscirete a capire perchè molti moltissimi sardi sono arrabbiati, sconvolti, delusi, la nostra terra ricca e bellissima è stata utilizzata come discarica a cielo aperto, i posti di lavoro che avevano tappato la bocca a tutti stanno diminuendo velocemente e senza che si faccia nulla, nel frattempo ci teniamo aree inquinate che non potranno essere bonificate per molti moltissimi anni. Ecco perchè tanta rabbia e così poco senso patriottico. Non ho foto dello scempio perchè non si possono fotografare le raffinerie per ragioni di sicurezza... o perchè si vergognano di quello che hanno fatto...

18 commenti:

Roberta ha detto...

SONO TORNATAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA

INTERNET FUNZIONAAAAAAAAAAAAAAA OLèèèèèèèèèèèèèè

MI METTO A LAVORO PER IL MIO PROSSIMO POST...

PS Oggi niente scuola...ahahah che bello...già dopo una settimana...

Darjo ha detto...

Giorno!

Chantilly ha detto...

capisco la tua rabbia, la condivido. ma ora, visto che conosci senz'altro meglio la situazione di me, ti faccio una domanda, senza ironia nè malizia: chi ha permesso a quei mostri di prendere possesso dell'isola? chi ha permesso loro di fare quello che hanno fatto? chi ha permesso? chi non ha fatto niente, mentre era in qualche modo al potere?
Purtroppo queste storie sono sparse dovunque per il paese. franttumare quel poco che tiene insieme è una reazione spontanea ma non credo possa portare niente di buono. è vero che è difficile fare unità di un paese stretto e lungo come il nostro, ma senza cadere in un cliché: siamo tutti italiani.
tante schiffezze sotto il tappeto ma alla fine chi lo permette?

calendula / trattalia ha detto...

noi, o perlomeno l'hanno permesso quelli che avrebbero dovuto tutelarci, le fabbriche di cui parlo esistono da 40 anni, e l'isola non è stata legalmente venduta ma questo signorotto inglese dice di esserne il legittimo proprietario.... e l'ha utiliza per scopi turistici a quanto pare, mentre invece l'isola è inserita in una riserva naturale... un casino, io non sono daccordo con i separatisti, non mi piacciono le frammentazioni inutili.. però capisco le ragioni dei separatisti... o per lo meno ceerco di spiegarle...

Pipoca ha detto...

Ciao calè,
anch'io a volte vorrei separarmi dal resto del mondo (figurati) ma la mia italianità è radicata nel profondo (non lo so perché) e riesco a soffrire nella stessa maniera sia per ciò che succede nelle mie zone che per lo scempio di altre zone...

Per quanto riguarda l'inquinamento ambientale, la separazione è relativa... perché volenti e nolenti
siamo tutti sotto lo stesso cielo.

calendula / trattalia ha detto...

sotto lo stesso cielo, la stessa terra e le stesse acque ( inquinate... purtroppo)

ciclofrenia ha detto...

Ciao! Bel blog, che ne dici di uno scambio di link? Fammi sapere sul mio!

TERESA VARGAS FERIA ha detto...

Hi.
Just to say hello.
have good day.

ciclofrenia ha detto...

Ti ho linkato anche io, un saluto!

SCHIAVI O LIBERI? ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
SCHIAVI O LIBERI? ha detto...

Innanzi tutto ti chiedo scusa per la mia entrata di ieri. Ma sai, a volte pecco di impulsività. Che dirti cara mia, le persone sono cieche li come qui, fino a quando c'è il lavoro l'inquinamento passa in secondo piano salvo poi svegliarsi quando si è capito il trucco. Non sarebbe meglio svegliarci noi italiani? come dice pipoca, siamo sotto lo stesso cielo e sai quante aziende chiudono qui dopo aver devastato l'ambiente? La pianura padana è la terza o quarta zona al mondo più inquinata. E non dirmi "almeno li però avete il lavoro"come fanno tanti. In parecchi qui hanno casi di persone malate di tumore in famiglia, e qualsiasi lavoro non può farti ritornare un padre, una madre o un figlio morto. Abbiamo tutte le tecnologie del mondo, se i partigiani avessero avuto il livello tecnologico che abbiamo noi altrochè resistenza. Molte volte siamo anche noi ad aver paura di cambiare, di organizzarci prerchè cadiamo nella rassegnazione o sconforto. Invece continuo a credere che uniti possiamo fare di più io non sono lombardo, sono di tutte e 20 le regioni italiane. una cosa: non è spirito nazionalistico, è solo che non possiamo uscire dalla merda in cui siamo entrati divisi: il capitale, vincerebbe comunque.
Scusa se sono stato scortese.
Un saluto.

Il Signor P. ha detto...

Davvero un triste elenco di colpevoli catastrofi che hanno colpito e colpiscono la tua isola, ma i cosiddetti organismi preposti ai controlli e l'informazione locale che fanno? Immagino, visto quello che racconti, siano latitanti. In ogni caso non bisogna cedere alla rasseganzione ultima tappa prima della fossa. Tienimi informato sull'iniziativa di Isola Malu Entu e naturalmente su tutto il resto, io cercherò di metterci del mio.

Chantilly ha detto...

ma guarda per me sei molto brava, io certi giorni sono arrivata al punto che non desidero neanche più una divisione/frammenttazione dell'Italia ma andare direttamente in un altro paese. So che tutti hanno dei problemi, ma i "nostri" mi sembrano "peggiori"

Michele Lan ha detto...

C'è una scena del film documentario di Al Gore molto bella... Parla di certe persone che mettono in una bilancia da una parte i soldi e la ricchezza e dall'altra il mondo. Scegliamo il mondo o la ricchezza?

Qualcuno si dimentica che senza il mondo non c'è ricchezza, questi politici e imprenditori da 4 soldi inquinano il nostro paese senza un minimo di coscienza, forse qualcuno dovrebbe ricordagli che la loro merda arriva anche nelle loro tavale...

Scusate lo sfogo...

Colei che... ha detto...

Grazie per il post interessante... però che rabbia! :(

Bruno ha detto...

mah è da lunedi che non posti...tutto ok???
:-))))
ciaooooooooooooooooo

Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...

Problemi gravi quelli da te segnalati. Va detto che se per quello dovessimo sepraraci dall'Italia, ogni regione potrebbe fare tale richiesta.

Basta pensare al problema dell'amianto ancora irrisolto o delle discariche abusive.

Il problema è risanare la classe politica per poi bonificare anche il Paese.

Barbara T ha detto...

No ti prego il separatismo no!
E' solo un'illusione!
I deficenti sono sparsi uniformemente in tutto il mondo. Forse in Italia c'è una concentrazione un po' più elevata.
Comunque se vi separate dall'Italia mi basta che per le vacanze continuate a tenervi le orde di imbecilliricchisbruffoni che vi invadono le spiagge. Ogni riferimento a Briatore è puramente casuale.